domenica, maggio 08, 2011

F.A. Grimaldi: Riflessioni sopra l’ineguaglianza tra gli uomini - Prefazione dell’Editore Vincenzo Mazzola-Vocola.

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Il testo che segue è firmato dall’editore, ma la mia sensazione è che sia stato lo stesso Francescantonio Grimaldi ad averlo scritto, secondo l’uso dei tempi, che richiedevano sempre una potente protezione. Non è che molto sia cambiato da allora, ma la differenza è solo nella sua esplicitazione. Basta riflettere sul modo anche oggi iniziano i libri di un qualche impegno ovvero i sistemi della presentazione di un volume che aspira ad aver fortuna, successo di pubblico e di vendite, oltre che servire alla carriera accademica di chi si avventura per questa strada. E dunque, ancora una volta, la riconferma dell’eterna ineguaglianza degli uomini e delle loro fortune. Ma chi erano Vincenzo Mazzola - Vocola ed il Sig, D. Bartolomeo De Georgio? Del primo esiste una voce nel Dizionario Biografico degli Italiani, al quale si rinvia. Del secondo non troviamo traccia, almeno per il momento.

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A SUA ECCELLENZA
IL SIG. D. BARTOLOMEO DE GEORGIO

L’ineguaglianza tra gli Uomini, sensatissimamente trattata ne’ presenti tre Tomi da' miei Torchi usciti, non può in altra guisa meglio realizzarsi, che con esser fregiata del rispettabile nome di V. E. E qual altro individuo si distingue dalla comune degli Uomini in tutte le proprietà fisiche, morali, e politiche più di Voi o Signore? Le prime, e le ultime però sono da Voi stesso apprezzate per quanto vagliono, tuttoche vi abbiate pure non picciol vantaggio su de' vostri simili. Ma chi può non dire, che sieno di prim'ordine le proprietà vostre morali, onde vi siete da ogni altro fin dall'età puerile distinto in un'ammirabile tenor di saviezza? La pietà verso i miseri si è sviluppata in Voi del pari colla sensibilità, e sembra che i vostri rapporti sieno stati solo con quegli esseri, che vi facessero ognora nascere sentimenti relativi a di loro bisogni. Starei anzi per affermare, che i bisogni altrui più che i vostri sieno stati l'unica estrinseca cagione, che ha posto in azione la vostra sensibilità onde formarsi lo sviluppo delle facoltà vostre intellettuali. Vi ha di fatti la Provvidenza situato in maniera da potervi soddisfare. Quella opulenza ond'è la vostra casa, a distinzione di tante altre, da ben due secoli costantemente prosperata, e che fra le proprietà politiche è noverata dal Saggio Autore, vi ha somministrato i mezzi per l’esercizio di questa vostra singolarissima moral proprietà. L’una e l’altra poi han concorso a dar risalto a quella perseverante probità, che avete da' vostri Maggiori ereditata come l'unica conservatrice di ciò che forma il ben'essere della vita. Uno de’ più sensibili risultati è lo avervi la Provvidenza accoppiato ad una di quelle singolari Donne, che (senza entrar nell’analisi della sua famiglia Lomellina, la qual non invidia alle più rinomate d’Italia la celebrità di prima sfera) è tanto saggia e costumata, quanto lo siete Voi stesso. A render dunque partecipi queste mie stampe di quella Sovrana protezione dichiaratasi con tanta energia a pro di Voi, e della vostra famiglia, io non dovea ad altri che all’E. V. dedicarle. Se ne risentirà, lo preveggo, quella modestia, che più di ogni altra moral proprietà v1 rende fra gli Uomini singolare, e che trae ben lungi i vostri pensieri dalla ostentazione e dal fasto. Ma se non mi uniformo ai moderati sentimenti vostri, me ne saprà buon grado l’illustre Autore, ove ravvisi, che chi protegge il meccanismo di quest’Opera, collima anch’esso l’oggetto de’ suoi sublimi filosofici pensieri. Me ne applaudirà in fine intiero Pubblico, presso di cui, non già ineguale, ma unisono è l'elogio, che vien formato del vostro merito: e non potrà non approvare, che io vi dia una sensibile dimostrazione della sua, e della mia stima, onde mi pregio di veracemente, e rispettosamente dichiararmi.

Di V. Ecc.
Divotiss. Ed obbligatiss. Servid.
Vincenzo Mazzola - Vocola.

Iconografia: A Napoli, una veduta ottocentesca (foto Alinari) di Piazza San Carlo e di Via Medina, dove nel Settecento aveva sede la Tipografia di Vincenzo Mazzola Vocola.
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Francescosntonio Grimaldi: Riflessioni sopra l’ineguaglianza tra gli uomini - Homepage

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Questa opera di Francescoantonio Grimaldi, nato in Seminara nel 1741 e morto in Napoli nel 1784, uscì in tre volumi a Napoli negli anni 1779-80 e da allora non ebbe più una riedizione integrale se non nell’anno 2000 per i tipi del Sistema Bibliotecario Vibonese. Prima del 2000 quest’opera la si poteva leggere solo in alcune biblioteche che possedevano l’esemplare settecentesco. Nell’epoca di internet ne diamo qui una nostra edizione secondo un piano che si avvale del metodo ipertestuale della rete e che si verrà via via precisando ed articolando in questo nostro blog concepito per occuparsi di tutto l’arco temporale racchiuso nella nozione di “storia della filosofia”. L’ipertestualità, l’editing, l’iconografia, il commento ed ogni altro apparato sono un nostro valore aggiunto rispetto all’edizione del 1779-80 e quella Vibonese del 2000, liberamente disponibile nel sito ufficiale del «Sistema Bibliotecario Vibonese».

RIFLESSIONI SOPRA L’INEGUAGLIANZA TRA GLI UOMINI

PARTE I

Dii immortales! Homini homo quid praestat.
Terenzio, Eunuchi.


Introduzione

§ 1. D’onde ha origine l’idea dell’ineguaglianza tra gli uomini.



domenica, novembre 16, 2008

Uriel da Costa e Benedetto Spinoza

Voci collegate: da Costa - Spinoza -

Uriel da Costa è la prima figura che si incontra studiando Spinoza. Sembra che Spinoza bambino abbia assistito alla scena traumatica della fustigazione di Uriel e che sia stato anche costretto a calpestarne ritualmente le ferite sulla schiena ancora sanguinanti. Tornato a casa, Spinoza incominciò a pensare. Uriel da Costa nacque in Portogallo, a Oporto, nel 1585 e morì in Amsterdam nel 1640, quando Spinoza aveva appena otto anni. Dopo l’umiliazione subita Uriel morì suicida con un colpo di pistola.

Versione 1.0
Status: 16.11.08
Sommario:

1. Cenni biografici. – Nacque da una ricca famiglia di commercianti ebrei, convertitisi al cattolicesimo. Studiò teologia a Coimbra, dove pure insegnò. Attirò su di sé gli strali dell’Inquisizione e fu così che decise di trasferirsi con la sua famiglia – moglie, madre e tre fratelli – in Olanda. Rientrò quindi nell’ebraismo, ma le cose non andarono molto meglio.

Baruch Spinoza ed il suo mondo

Links collegati: da Costa - Spinoza -

Diamo qui avvio ad una nuova progettazione di questo blog secondo modelli redazionali già collaudati altrove. Anziché descriverli consideriamo preferibile passare direttamente alla messa in opera. Spinoza è un pensatore grande ed interessante ancora oggi. Il perché lo verremo via via scoprendo. Qui basti dare un minimo di coordinate spaziali e temporali. Nasce in Amsterdam il 24 novembre 1632 e muore il 21 febbraio 1677. La prima figura che si incontra studiando il pensiero è Uriel da Costa, che negava l’immortalità dell’anima e fu scomunicato con infamia dalla sinagoga.

Versione 1.0
Status: 16.11.08
Sommario: 1. La scomunica di Baruch Spinoza. – 2. Cenni biografici. – 3. Aforismi di Baruch Spinoza. –

1. La scomunica di Baruch Spinoza. – La scomunica avvenne nel 1656 ad opera della comunità ebraica di Amsterdam. I capi di imputazione erano: a) negazione dell’immortalità dell’anima; b) negazione della provvidenza divina; c) rifiuto della validità della Torah. Pare fosse stato considerato particolarmente grave la prima contestazione, cioè la negazione dell’immortalità dell’anima. Nel dibattito teologico all’interno della comunità ebraica di quell’epoca prevalsero le vedute di Saul Levi Mortera che si contrapponevano a quelle di Isaac Aboab, ma i due contendenti concordavano che l’anima fosse immortale e lo fosse in quanto anima individuale. La dottrina dell’immortalità dell’anima era divenuta importante nell’ambito dell’ebraismo per ragioni derivanti da influenze portoghesi. Prima di Spinoza era stato Uriel da Costa a toccare questo tasto che costerà caro ad entrambi. In effetti, Spinoza non ammette di immortalità dell’anima, mnetre invece parla di eternità della mente. Ma la mente fa poi parte del corpo e svanisce con esso. Ne rimane qualcosa che non è qui facile da comprendere. Se nega l’immortalità dell’anima non per questo Spinoza fa professione di ateismo. L’idea di Dio è largamente presente nella sua filosofia: «la mente umana è una parte dell’intelletto infinito di Dio» (Etica, II, 11, corollario). Da aggiungere un risvolto pratico: la negazione dell’immortalità dell’anima colpiva gli interessi ecclesiatici in quanto non potendo amministrare le ricompense nell’aldilà il clero veniva ad essere privato del suo potere terreno.

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2. Cenni biografici. – Nasce il Amsterdan il 24 novembre 1632 e muore a l’Aia il 21 febbraio 1677. È ritenuto «uno dei maggiori esponenti del razionalismo del XVII secolo, antesignano dell’illuminismo e della moderna critica testuale delle Scritture». I genitori divennero marrani, cioè furono costretti a convertirsi al cristianesimo. La madre di Baruch o Benedetta, Hanna Debora, era la seconda moglie di Michael Spinoza. Morì il 5 novembre 1638, quando Baruch aveva sei anni. La sua famiglia era stata costretta ad abbonare il Portogallo a seguito di intolleranza religiosa e a trasferirsi in Olanda, dove Baruch nacque e fu inizialmente educato nella comunità sefardita di Amsterdam. Nel 1649, a 17 anni, abbandonò gli studi per aiutare il padre Michael, ma si mise a studiare il latino con Franciscus Van den Enden a partire dal 1654. Dopo la scomunica avvenuta nel 1656, dovette lasciare Amsterdam in un piccolo villaggio presso Leida. Visse del suo lavoro di tornitore di lenti. Respinse una cattedra di filosofia in Heidelberg.

3. Aforismi di Baruch Spinoza. – Cliccando sul link si accede ad un’ampia scelta di estratti dalle opere di Spinoza. Ne ricaviamo una sintesi personalizzata che dovrebbe servire da primo orientamento nella lettura dei testi, rigorosamente accompagnati dagli apparati filologici. Bisogna stare ben attenti a non farsi influenzare da pregiudizi determinati dalle passioni, e meno che mai dall’odio. Bene è la gioia e ciò che soddisfa un desiderio. La “paura” sembra avere in Spinoza una concezione ed una funzione del tutto diversa che in Hobbes. Per quest’ultimo è alla base dell’insicurezza, per Spinoza fonte di superstizione. Sul piano politico Spinozza sembra giudicare negativamente i ribelli che non sono in grado di intervenire sulle cause che producono la tirannia.
(segue)

mercoledì, luglio 30, 2008

Edmund Burke

Insieme con Johann Gottfried Herder è indicato da Zeev Sternell come uno dei fondatori della cultura antilluministica.

Johann Gottfried Herder

Insieme con Edmund Burke è indicato da Zeev Sternell come uno dei fondatori della cultura antilluministica. Johann Gottfried Herder nasce nel 1744, a Mohrungen, nella Prussia Orientale. Muore nel 1803. Fu un gran viaggiatore. Nel 1762, all’età di 18 anni, lasciò il paese natale di 2000 anime per non ritornarvi mai più, neppure per rivedere i genitori. Studiò a Königsberg dove fu allievo di Kant. Divenne amico di Johann Georg Hamann che gli istillò il principio della prevalenza della ragione sul sentimento. Nel 1764 divenne un pastore luterano che tre anni dopo sposerà Caroline Flachsland conosciuta a Darmstadt. Su raccomandazione di Goethe ottenne l’incarico di Sovrintendente generale del clero a Weimar. Nel 1788 fece un viaggio in Italia dove visitò Roma, Napoli, Firenze, Venezia. Ritornò a Weimar nel giugno 1789 a Weimar, dove rimase fino alla morte nel 1803.

Links letti e utilizzati: Wikipedia;
Versione 1.0
Status: 30.7.08
Sommario:

(segue)

mercoledì, dicembre 05, 2007

mercoledì, giugno 27, 2007

Giordano Bruno

In costruzione.
Esiste un sito ufficiale su Giordano Bruno

domenica, aprile 01, 2007

Allah

Allah, la cui fede Maometto diffuse nel mondo arabo a partire dal 622,

Jahvé

Jahvé, il cui culto Mosé impose agli ebrei nel XIII sec. a: C. e che rimane ancora oggi il dio di Israele.

Aton

Aton, ossia il Disco Solare che sotto Akhenaton si sovrappose nel XIV a. C. a tutti gli dèi dell'Egitto, dando forma al primo monoteismo della storia.

Marduk

Marduk era il dio di Babilonia che Hammurabi elevò nel XVIII secolo a.C. al rango di divinità protettrice dell'intero regno.

domenica, marzo 25, 2007

Thomas Hobbes: Cronologia

Scheda principale
Versione 1.0

CRONOLOGIA DELLA VITA E DELLE OPERE DI THOMAS HOBBES

Con la maggiore completezza possibile verranno qui raccolte in ordine cronologico tutte le notizie riguardanti la vita di Thomas Hobbes, privilegiando il giorno, mese e anno quando possibile. Per le Opere si tenterà di redigere un elenco completo dalla loro prima edizione fino ai tempi nostri. Quando agevole o non troppo generico, indicherò scrupolosamente le fonti dirette o secondarie da cui attingo le notizie ed i dati qui rielaborati. Per il “Leviatano” attingo ora dall’edizione curata da Raffaella Santi e dagli apparati ivi editi. I dati qui presenti dipendono dall'attendibilità delle fonti, che non posso in genere verificare, ma sono dati comunemente riportati nei Repertori.

• 5 aprile 1588 – Thomas Hobbes nasce a Malmesbury, nel Wiltshire, da un parroco che è costretto ad abbandonare i suoi figli già in tenera età.
1592-1602 – Hobbes frequenta la scuola di Westport e poi quella di Malmesbury, dove ha per insegnante il grecista Robert Latimer.
1602/3-1608 – Frequenta la Magdalen Hall di Oxford e si diploma baccelliere delle arti.
• 1603-1604 – Furono gli anni dello studio ad Oxford. Hobbes non era soddisfatto degli studi che vi si impartivano.
1608 – Hobbes viene impiegato da Sir William Cavendish, figlio del barone di Hardwick e futuro conte di Devonshire (1618), come precettore del figlio e poi anche come segretario. Resterà in stretto contatto con la potente famiglia di Hardwick Hall per tutta la vita.
1614-1615 – Compie il suo primo viaggio nel continente (Francia e Italia) al seguito del figlio di Cavendish, William.
1628 - Muore William e Hobbes lascia per un breve periodo la famiglia Cavendish.
1629-1630 – Pubblica la traduzione inglese della Storia della guerra del Peloponneso di Tucidide.
1629-1630 – Compie il suo secondo viaggio nel continente (Francia, Svizzera) come tutore di Gervase, figlio del potente latifondista Gervase Clifton, presso cui aveva trovato impiego dopo la morte di William. Ma al rientro in Inghilterra, nel novembre 1630, ritorna con la famiglia Cavendish.
1634-1636 – Compie il suo terzo viaggio nel continente al seguito del figlio di William. In Italia incontra Galileo. A Parigi Marin Mersenne lo mette in contatto con i grandi intellettuali del tempo, come Gassendi, Digly e Descartes.
1637 – Pubblica A Briefe of the Art of Rhetoric.
1640 – Fa circolare diverse copie manoscritte degli Elements of Law, Natural and Politics.
1640-1651 – Spaventato da alcuni discorsi tenuti da membri del “Parlamento lungo” contro i filomonarchici, alla vigilia della guerra civile si reca in esilio volonario in Francia, dove rimane per 11 anni.
1641 – In appendice al libro di Descartes escono le sue Objectiones ad Cartesii Meditationes.

(segue)

Thomas Hobbes: bibliografia

BIBLIOGRAFIA HOBBESIANA ORDINATA CRONOLOGICAMENTE

Questa bibliografia non ha nessuna volontà preordinata di completezza. Essa è un’integrazione del post corrispondente su Thomas Hobbes. Le voci bibliografiche sono tratte dalle rassegne di links, dove spesso i riferimenti sono imprecisi. Verranno quindi dapprima annotati i dati disponibili a seconda che appaiano interessanti o significativi. In un secondo tempo verranno integrati con i dati mancanti. Sapendo per esperienza quanto sia faticosa una bibliografia completa, sarà qui avviata una bibliografia selezionata e ove paia il caso anche commentata.

- Jacourt.

Thomas Hobbes

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Bibliografia
Cronologia
Autori e personaggi collegati

Di Thomas Hobbes (1588-1679) non è sufficientemente compresa o ammessa la grande attualità. A lui si richiama espressamente Carl Schmitt (188-1985). Di lui si è occupato il compianto Bernd Willms. A Hobbes era mia intenzione dedicare un apposito blog, ma devo ridimensionare le mie ambizioni. Dedico a lui una scheda all’interno del blog "Storia della filosofia”, raccogliendo però intorno a lui a raggiera tutti gli autori del suo tempo o di altra epoca connessi con il suo pensiero. Si presti attenzione all’etichetta: Hobbesiana. Verranno collegati con questo titolo altri post autonomi, ma in misura maggiore o minore o anche minima collegati con le opere di Hobbes.

EVENTI POLITICI
avvenuti durante l’arco cronologico della vita di Thomas Hobbes
(1588-1679)

1588: la Grande Armada tenta lo sbarco in Gran Bretagna, ma una tempesta distrusse le navi spagnole. Hobbes, che nacque in quell'anno, usava dire che aveva per gemello la paura, che avrà in effetti una parte importante nella sua filosofia. In quell'anno, per lo spavento, sua madre partorì prima del tempo e Thomas nacque prematuro.
1648: con la pace di Westfalia si conclude la Guerra dei Trent’Anni. Nasce lo Stato moderna con una netta separazione fra Stato e Chiesa. Le guerre dei trent'anni erano sorte e si erano sviluppate con grande ferocia in àmbito religioso.

Link a carattere generale:

1. Wikipedia: scheda bio-bibliografica.
Antico borgo inglese, Malmesbury, nel Wiltshire, città natale di Thomas Hobbes, è oggi nota soprattutto per la sua antica abbazia. La città è cresciuta nell’ultimo secolo ed ha un carattere prevalentemente rurale. Hobbes vi nacque il 5 aprile 1588. Il padre di Hobbes era un parroco, che fu costretto ad abbandonare la città lasciando i suoi tre figli in tenera età alla cura di un suo fratello di nome Francis. Il povero Tommaso non nasceva con una buona stella. Gli odierni psicologi avranno probabilmente di che dire su questi primi anni del grande filosofo. A noi qui basta annotare il fatto, che arricchiremo di altri particolari, se ne troveremo.


Saggi disponibili online:

1. Tommaso Cavallo: Aggressore dell’umanità e apologeta della tirannide? L’Hobbes degli enciclopedisti. Hobbes fu nel XVII secolo l’autore politico più noto in Inghilterra, ma era trascuratissimo al tempo in cui Jaucourt compilava per l’Encyclopédie la voce Wiltshire, cioè la contea dove si trovava Malmesbury. Si dovrà attendere attendere William Molesworth, perché Hobbes possa rinascere in terra inglese negli anni 1830-1840. Le ragioni della sua sfortuna, spiegate da Hume, devono rintracciarci oltre all’esaurimento della novità alla fama di fautore della tirannide che Hobbes si attirò. La sua morale avrebbe poi alimentato la licenza. Non ultimo, lo stile, con il suo carattere perentorio e privo di dubbi, è causa della disaffezione verso la sua opera, i cui meriti però restano consegnati principalmente alla chiarezza terminologica dello stile. Nel dipingere il carattere di Hobbes è messa in risalto la sua propensione personale alla paura. In Jacourt si trova anticipato rispetto a Carl Schmitt il carattere teologico-politico dell'opera di Hobbes.